INFORMAZIONI PER IL CONTRIBUENTE

IMU - TASI: come rimediare dopo la scadenza

Chi non ha rispettato la scadenza del 16 giugno per versare il saldo dell’IMU e/o della TASI, oppure si è reso conto di averlo versato in misura insufficiente o errata, può usufruire del cosiddetto “ravvedimento operoso” ed eseguire tardivamente il versamento dell'imposta dovuta, maggiorata degli interessi legali e di una sanzione ridotta.

Con il DLgs 158/2015, è stato riformato il sistema sanzionatorio dei tributi e del ravvedimento operoso con decorrenza 1/1/2017, anticipato all’1/1/2016, dalla Legge di Stabilità 2016 al comma 133. Per i pagamenti eseguiti in ritardo le misure delle sanzioni applicabili all’imposta dovuta e non versata sono le seguenti:

Ravvedimento operoso SPRINT: pagamento entro 14 giorni dalla scadenza dell’imposta con una sanzione dello 0,1% del valore dell’importo da versare per ciascun giorno di ritardo più gli interessi legali calcolati sul tasso di riferimento annuale (1% per l’anno 2014; 0,5% per l’anno 2015; 0,2% dal primo gennaio 2016; 0,1% dal 1 gennaio 2017)

Ravvedimento operoso BREVE: pagamento tra il 15° e il 30° giorno di ritardo, con una sanzione fissa del 1,5% dell’importo da versare più gli interessi legali calcolati sul tasso di riferimento annuale (1% per l’anno 2014; 0,5% per l’anno 2015; 0,2% dal primo gennaio 2016; 0,1% dal 1 gennaio 2017).

Ravvedimento operoso MEDIO: pagamento tra il 31° e il 90° giorno di ritardo, con una sanzione fissa del 1,67% dell’importo da versare più gli interessi legali calcolati sul tasso di riferimento annuale (1% per l’anno 2014 e 0,5% per l’anno 2015; 0,2% dal primo gennaio 2016; 0,1% dal 1 gennaio 2017).

Ravvedimento operoso LUNGO: pagamenti successivi al 90° giorno di ritardo, e, comunque entro l’anno dal termine di scadenza con una sanzione fissa del 3,75% dell’importo da versare più gli interessi legali calcolati sul tasso di riferimento annuale (1% per l’anno 2014 e 0,5% per l’anno 2015; 0,2% dal primo gennaio 2016; 0,1% dal 1 gennaio 2017); - pagamenti successivi ad un anno di ritardo e, comunque entro i tre anni dal termine di scadenza con una sanzione fissa del 5% dell’importo da versare più gli interessi legali (deliberazione A.C. n. 42 del 4 luglio 2011 e deliberazione del Commissario Straordinario n. 11 del 18 marzo 2016; 0,1% dal 1 gennaio 2017).

 

Riferimenti normativi:

- deliberazione A.C. n. 42 del 4 luglio 2011

- deliberazione del Commissario Straordinario n. 11 del 18 marzo 2016

 

19.06.2017